FAQ - domande frequenti

FAQ - domande frequenti
Striscia di campionamento coperta di pollini e analisi dei vetrini al microscopio ottico (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2016)
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Domande e risposte

[FAQ-pollini]
Quali sono i pollini che causano l'allergia?
Le piante superiori producono il polline per riprodursi. All’interno di questa struttura vengono trasportati i gameti maschili delle piante che dovranno raggiungere il “fiore” femminile perché si compia la fecondazione.
Responsabili delle allergie sono i pollini delle piante anemofile: queste piante utilizzano un vettore aspecifico come il vento per operare l’impollinazione e producono una grande quantità di polline trasportato, a volte, anche a distanze considerevoli.
Le piante entomofile, alberi ed erbe che hanno fiori solitamente vistosi, colorati o profumati, liberano invece piccole quantità di polline. Questo polline è generalmente meno aerodinamico, spesso con superficie ornamentata, per meglio aderire al corpo degli insetti che lo dovranno trasportare verso un altro fiore della stessa specie. Queste piante danno allergie molto raramente.
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Quanto sono frequenti nella popolazione le allergie ai pollini e che ruolo giocano i fattori ambientali?

La frequenza delle allergie ai pollini si aggira nella popolazione europea - e l’Alto Adige non fa eccezione – intorno al 15 %. Negli ultimi decenni si è assistito ad un aumento nella prevalenza della malattia che si concentra nelle aree ricche del mondo, nei paesi più sviluppati ed industrializzati. Probabilmente le possibili cause per questa tendenza sono diverse:

  • sono numerose le evidenze che documentano l’associazione tra inquinamento atmosferico e malattie respiratorie, compresa l’asma. Le polveri fini e i gas nocivi favoriscono lo sviluppo delle allergie, influenzando il sistema immunitario ma anche agendo sulle vie respiratorie.
  • in ambienti altamente inquinati anche i pollini stessi sono sottoposti agli effetti nocivi. Il microparticolato si deposita sui pollini, probabilmente cambiando anche il loro carattere allergenico.
  • lo stile di vita nei paesi industrializzati è cambiato. Ci si trattiene sempre di più in ambienti interni. Per motivi di risparmio energetico le case sono isolate, sigillate, questo favorisce l’accumulo di allergeni e gas nocivi negli ambienti interni.
  • inoltre, sembra che un’igiene eccessiva favorisca l’insorgere di allergie, soprattutto in neonati e bambini piccoli.
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Come si misurano le concentrazioni polliniche nell’aria?

Esistono degli appositi strumenti, che vengono posizionati sulla sommità di edifici con altezza compresa fra i 15 e i 20 m dal suolo. L’aria da analizzare viene prelevata da una pompa aspirante, che ha una portata di 10 litri al minuto, corrispondente alla capacità media respiratoria di un essere umano. Attraverso una fenditura l’aria viene quindi diretta su una superficie di campionamento opportunamente trattata e montata su un tamburo rotante, sulla quale si depositeranno i pollini e le spore fungine aerodisperse. Il campionamento avviene in modo continuo per sette giorni, al termine dei quali si procede con la sostituzione del tamburo. In laboratorio il nastro sul quale si sono depositate le particelle aerodiffuse viene tagliato in segmenti giornalieri, vengono quindi allestiti i preparati per l'analisi al microscopio ottico.
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Monitoraggio dei pollini e servizio d’informazione pollinica: quando è iniziata questa attività in Alto Adige e dove sono situate le stazioni di rilevamento dei Pollini?
In Alto Adige le prime indagini sul volo pollinico sono state effettuate nel 1989 dall’Istituto Botanico dell’Università di Innsbruck, che ha continuato a svolgere questa attività fino al 1994, anno in cui l’Agenzia provinciale per l’ambiente ha messo in funzione sul tetto dell’ospedale di Bolzano il suo primo campionatore dei pollini. A partire dal 1995 il monitoraggio dei pollini e delle spore aerodisperse è diventato ufficialmente un servizio di competenza dell’Agenzia. Attualmente la rete provinciale di rilevamento gestita dall’Agenzia consta di tre stazioni di rilevamento situate rispettivamente a Bolzano (il campionatore è stato collocato sul tetto dell’agenzia), in Val Venosta a Silandro (il catturatore dei pollini è posizionato sul tetto dell’ospedale) e in Val Pusteria a Brunico (anche in questo caso esiste una collaborazione con l’azienda sanitaria che ospita il campionatore sul tetto dell’ospedale).
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Esistono già calendari pollinici per l’Alto Adige. A cosa serve poi elaborare i bollettini pollinici settimanalmente?

I calendari pollinici consultabili sulle pagine web del servizio di informazione pollinica forniscono una visione d’insieme dello spettro pollinico presente nel territorio e indicano gli andamenti stagionali delle concentrazioni dei diversi tipi di polline. Dal momento che l’inizio della fioritura e la quantità di polline emesso possono variare di anno in anno, i calendari pollinici hanno una funzione orientativa. Il paziente allergico e il medico curante sono interessati ad informazioni e previsioni aggiornate. È importante cercare di evitare i pollini responsabili della propria pollinosi e utilizzare i farmaci in modo mirato. Per svolgere il servizio di informazione pollinica è quindi necessario un continuo monitoraggio dell’aria e una tempestiva diffusione dei bollettini pollinici elaborati.

 

Contatto: Laboratorio biologico