Cos'é un'area di tutela dell'acqua potabile

Cos'é un'area di tutela dell'acqua potabile
Area di tutela dell'acqua potabile (Foto da pubblicazione Acque é vita Uff. Gestione risorse idriche, 2007)

Tutelare l’integrità e la qualitá dell'acqua sotterranea è l'obiettivo delle Aree di tutela dell'acqua potabile. Liquami di origine zootecnica, carburanti, fitofarmaci ecc. possono infatti infiltrarsi nel sottosuolo inquinando l'acqua potabile, ma anche interventi edilizi possono comportare il prosciugamento o il danneggiamento delle sorgenti. Riveste dunque grande importanza tutelare il bacino di alimentazione da contaminazioni ed attività potenzialmente rischiose. Le aree di tutela dell'acqua potabile vengono istutuite ai sensi della Legge Provinciale del 18/06/2002 n.8 Disposizioni sulle acque ed il Decreto del Presidente della Provincia del 24/07/2006 n.35 Regolamento sulle aree di tutela dell'acqua potabile.
Le aree di tutela dell’acqua potabile  come illustrato nell'immagine coprono l'intero bacino imbrifero delle sorgenti e sono suddivise di norma in tre zone:

  • zona I - zona di captazione (colore rosso)
  • Zona II - zona di tutela ristretta (colore arancione)
  • Zona III - Zona di tutela allargata (colore giallo)

È la zona di captazione, dimensioni da 100 a 1.000 m²
Essa protegge l’impianto di captazione dell’acqua potabile e l’area immediatamente circostante ad essa. In essa è vietato l’accesso, per questo motivo deve essere recintata. In essa sono ammesse solo attività inerenti l’approvvigionamento idrico. La sistemazione in superficie deve permettere un rapido deflusso delle acque superficiali in maniera tale che non si formino pozzanghere ed inoltre deve essere inverdita. È vietato lo spargimento di qualsiasi fertilizzante.

La zona II è detta anche ristretta o zona dei 50 giorni, ha dimensioni da 5 a 10 ha. All'interno di quest'area si stima che la permanenza dell'acqua nel sottosuolo sia inferiore a 50 giorni, tempo necessario ad inattivare gli agenti patogeni presenti nell'acqua.
In tale zona composti facilmente degradabili ed agenti patogeni (batteri) non devono raggiungere il sottosuolo saturo d’acqua e gli scavi non devono pregiudicare l’acqua di falda. Può essere prescritta una profondità massima di scavo e le attività edilizie possono subire delle restrizioni. Le fognature devono essere posate all’esterno della zona o provviste d’appositi sistemi di sicurezza. In linea di principio l’utilizzo di fertilizzanti liquidi non è permesso e gli altri tipi di fertilizzanti possono essere usati limitatamente allo stretto necessario delle colture agricole. Il pascolo abitualmente praticato nelle regioni alpine è generalmente permesso.

Corrisponde al bacino d’alimentazione della fonte idrica, dimensione fino a 100 ha
Essa offre protezione da composti difficilmente degradabili nel sottosuolo ed impedisce la possibile riduzione delle portate d’acqua disponibile. Poichè l’acqua permane nel sottosuolo per almeno 50 giorni è necessaria la tutela solamente dai contaminanti molto resistenti o da interventi edili molto estesi. I divieti, i vincoli di tutela e le limitazioni all’uso comportano modifiche consistenti quali variazioni al PUC, attività estrattive e coltivazione di miniere, la costruzione di nuovi siti cimiteriali ed il prelievo d’acqua sotterranea a fini di utilizzazione termica. In agricoltura possono essere impiegati solamente i fitofarmaci della lista positiva.


Riferimenti normativi: consulta la pagina sulla legislazione

Contatto: Ufficio Gestione risorse idriche