Monitoraggio

I laghi altoatesini vengono sorvegliati fin dal 1975 dal Laboratorio Biologico, per accertarne le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche e per registrare la loro evoluzione nel tempo.

I 15 più importanti laghi di fondovalle e montani, sono monitorati con frequenza di prelievo di 2-6 volte all'anno. Inoltre vengono monitorati i principali bacini artificiali. Saltuariamente vengono campionati anche i laghi di alta quota/alpini, che sono la maggioranza in Alto Adige.

Le seguenti analisi vengono eseguite periodicamente su determinati laghi:

Mediante le analisi chimico-fisiche vengono rilevati i seguenti parametri dell’acqua:
pH, alcalinità, ammonio, As, BOD, Ca, Cd, clorofilla a, Cl, Cr, Cu, Fe, azoto totale, durezza, Hg, K, carbonio organico, conducibilità, Mg, Na, Ni, nitrati, nitriti, Pb, fosfati, ossigeno disciolto, Si, Sn, solfati, temperatura, Zn.

L’indice LTLeco classifica le acque lacustri in base allo stato chimico-fisico secondo le linee guida europee.

Meridion circulare (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)
Meridion circulare (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)
Caloneis amphisbaena (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)^
Caloneis amphisbaena (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)

Con il termine fitoplancton si intendono alghe microscopiche che galleggiano nella colonna d’acqua. Sono molto importanti per il rilevamento dello stato trofico del lago. Se ci sono molti nutrienti, s’innesca la cosiddetta eutrofizzazione e si sviluppano molte alghe.

L’indice che classifica il fitoplancton delle acque lacustri secondo le linee guida europee si chiama ICF.

Caltha palustris (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2008)
Caltha palustris (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2008)

Le macrofite sono piante superiori, che crescono o sott’acqua o sul pelo dell’acqua. Così come il fitoplancton, anche loro forniscono informazioni sullo stato trofico del corpo idrico.

Le diatomee sono alghe unicellulari, che crescono spesso su sassi, piante acquatiche o limo. Insieme alle macrofite vengono utilizzate per valutare lo stato in un ambiente acquatico. Gli indici che classificano le macrofite e le diatomee delle acque lacustri secondo le linee guida europee si chiamano MacroIMMI ed EPI-L rispettivamente. La media di entrambi gli indici può contribuire alla valutazione dello stato ecologico complessivo di un ambiente lacustre.

Lumbriculidae (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)
Lumbriculidae (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)
Chironomidae (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2015)
Chironomidae (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2015)
Bivalvia (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)^
Bivalvia (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente, 2010)

Con il termine macrozoobenthos si intendono dei piccoli animaletti, visibili ad occhio nudo, che vivono sul fondo del corpo idrico. Nei laghi si tratta generalmente di oligocheti, larve di zanzare e molluschi. La presenza di un numero elevato di specie diverse, così come la presenza di specie che sopravvivono solo in condizioni di buona ossigenazione, sono indice di un buono stato ecologico del lago.

L’indice che classifica il macrozoobenthos delle acque lacustri secondo le linee guida europee si chiama BQIES.

Barbo (Foto: Ufficio caccia e pesca, 2012)
Barbo (Foto: Ufficio caccia e pesca, 2012)

Lo stato ecologico di un lago può essere rilevato tramite l’indice ittico LFI. Esso si basa sulla presenza di diverse specie guida, la loro frequenza e il loro successo riproduttivo.

L’indice Lake Habitat Survey (LHS) descrive la naturalezza delle sponde e del territorio circostante del lago e permette l’assegnazione dello stato ecologico buono o elevato.


Contatto: Laboratorio biologico