Nozioni utili su habitat e sviluppo

 Nozioni utili su habitat e sviluppo
La zanzara tigre adulta abbandona l'acqua e si sofferma in luoghi umidi, ombreggiati e al riparo dal vento fra la vegetazione (Foto: Agenzia provinciale per l’Ambiente, E. Bucher, 2016)

La zanzara tigre è diffusa nelle zone tropicali, subtropicali e temperate, soprattutto in ambiente urbano e periurbano. Nei boschi e nelle zone rurali predilige le aree in vicinanza degli insediamenti umani. Manca nell’ambiente densamente popolato senza spazi verdi e con mancanza di raccolte d’acqua, che sono indispensabili per lo sviluppo delle larve.

Non è particolarmente esigente e utilizza, a parte le raccolte d’acqua naturali, una vasta gamma di contenitori artificiali riempiti con acqua. Piccole raccolte d’acqua nei tronchi degli alberi, nelle ascelle fogliari, negli avvallamenti rocciosi o nei tombini, nei pozzetti, nelle grondaie ed altri contenitori di varia natura e grandezza, dimenticati o posizionati all’aperto (bidoni, vasi, annaffiatoi, latine, vetri, bottiglie, abbeveratoi,…) possono servire come focolaio. Gli pneumatici depositati all’aperto, nei quali si raccoglie l’acqua piovana, si sono rilevati particolarmente attrattivi per la zanzara tigre.

Il ciclo di sviluppo

Come per tutte le zanzare, lo sviluppo della zanzara tigre è caratterizzato da quattro diversi stadi. I primi tre stadi di sviluppo - uovo, larva, pupa - sono legati all’ambiente acquatico, mentre la zanzara adulta vola attivamente nell’aria nutrendosi di sangue (femmine) o linfa vegetale dolciastra (maschi).

Durante la stagione calda il ciclo di sviluppo dall’uovo, attraverso lo stadio larvale e pupale, fino alla zanzara adulta viene percorso ripetutamente causando un susseguirsi di numerose generazioni. In primavera, in base alla temperatura, lo sviluppo avviene in quindici/venti giorni mentre in estate piena la durata si riduce a sei/otto giorni. La popolazione della zanzara tigre aumenta rapidamente e raggiunge in genere la massima densità in tarda estate - autunno.

Uovo

Uovo
uova di zanzara tigre (Foto: Agenzia per l'ambiente, E. Bucher, 2013)

La femmina depone le uova singolarmente su un substrato idoneo appena sopra il livello dell'acqua. Durante ogni ciclo di ovideposizione produce circa da 40 a 80 uova mentre durante la sua vita intera arriva a deporre ben oltre 300 uova. All'inizio le uova ovali-allungate, di circa 0,5 mm, sono morbide e biancastre, ma subito dopo la parete indurisce e assume un colore nero-lucido. Le uova sono in grado di resistere a periodi di siccità e solamente dopo l'innalzamento del livello d'acqua fuoriescono le larve. Non tutte le uova si schiudono simultaneamente; in parte si aprono solamente dopo inondazioni ripetute, interrotte da brevi periodi di siccità. Questo è un adattamento a condizioni in ambienti naturali, nei quali fluttuazioni del livello d'acqua e periodi di siccità non sono prevedibili.

La zanzara tigre, originariamente limitata a zone tropicali, ha sviluppato dei ceppi resistenti alle temperature basse. In autunno, appena si accorciano le giornate (periodo di luce) e le temperature calano, la zanzara depone uova diapausanti cioè uova resistenti al freddo invernale, che si schiudono nella primavera successiva. Questo adattamento permette alla zanzara tigre di sopravvivere ai rigori invernali delle zone temperate e favorisce l'insediamento in territori sempre nuovi.

Larva

Larva
larva di zanzara tigre (Foto: Agenzia per l'ambiente, E. Bucher, 2013)

La larva si sviluppa esclusivamente in acqua stagnante. È fornita di un sifone respiratorio nella parte posteriore del corpo, con il quale è appesa capovolta alla superficie dell'acqua e assume l'ossigeno dall'aria. Quando è disturbata o percepisce un'ombra si immerge immediatamente nascondendosi sul fondo del recipiente d'acqua. Si nutre di piccolissime particelle organiche e microorganismi sospesi nell'acqua, girando vorticosamente l'apparato boccale. La larva cresce e dopo aver passato quattro mute (cambio del rivestimento cuticolare esterno) raggiunge lo stadio di pupa.

La durata dello sviluppo larvale dipende dalle condizioni ambientali (temperatura, disponibilità di cibo) e, in condizioni ottimali, dura circa da cinque a dieci giorni.

Pupa

Pupa
pupa di zanzara tigre (Foto: Agenzia per l'ambiente, E. Bucher, 2013)

La pupa rappresenta l'ultimo stadio di sviluppo in acqua. Tramite due tubetti respiratori sulla parte anteriore del corpo respira appesa appena sotto il pelo d'acqua. Si muove attivamente e, se disturbata, fugge anche lei immergendosi. Non assume più cibo e si trasforma in zanzara adulta (metamorfosi). Anche la durata dello stadio pupale dipende dalla temperatura (circa da due a cinque giorni).

Zanzara adulta

Zanzara adulta
zanzara tigre adulta (Foto: Agenzia per l'ambiente, E. Bucher, 2013)

Appena fuoriesce, la zanzara adulta abbandona l'acqua e si sofferma in luoghi umidi, ombreggiati e al riparo dal vento fra la vegetazione (siepi, arbusti, erba alta). Dopo l'accoppiamento la femmina necessita di un pasto di sangue per lo sviluppo delle uova. Nonostante la zanzara tigre sia attiva soprattutto all'aperto, può comunque infiltrarsi anche nelle case. Punge prevalentemente durante il giorno, soprattutto durante la mattina e il pomeriggio. Predilige l'uomo, ma può pungere anche mammiferi e uccelli.

Una zanzare tigre può vivere per circa tre o quattro settimane. La sua dimensione dipende dalle condizioni ambientali e dalla disponibilità di cibo durante gli stadi larvali; solitamente non supera però un centimetro.

In genere le zanzare tigre non si spostano più di poche centinaia di metri dal focolaio larvale. In caso di elevata infestazione è probabile la presenza di focolai nell'immediata vicinanza. Singoli individui adulti possono anche essere trasportati dal vento e soprattutto dai veicoli.

Contatto: Laboratorio biologico