Gestione sostenibile delle acque meteoriche

La gestione sostenibile delle acque meteoriche comporta evidenti vantaggi:

  • il ciclo naturale dell'acqua può essere mantenuto quasi inalterato oppure essere ristabilito;
  • la qualità di vita nelle zone urbanizzate può essere influenzata positivamente.

La gestione sostenibile comprende un insieme di possibili interventi dalla cui combinazione possono emergere - in dipendenza dalle rispettive esigenze e dalle condizioni locali - scenari particolari di gestione.

Segue la presentazione dei principi chiave della gestione integrata con descrizione della loro realizzabilità tecnica. I principi chiave sono:

  • contenere i deflussi delle acque meteoriche
  • recupero ed utilizzo delle acque meteoriche
  • infiltrazione delle acque meteoriche
  • immissione delle acque meteoriche in acque superficiali

Pavimentazioni permeabili

E' possibile evitare o ridurre l'impermeabilizzazione del suolo impiegando pavimentazioni permeabili, soprattutto quando l'uso delle superfici non necessita di rivestimenti molto resistenti.
Ormai sono disponibili per molti impieghi idonei materiali permeabili per la pavimentazione delle superfici. Deve però essere verificato che il sottofondo e il sottosuolo abbiano una permeabilità sufficiente. Le pavimentazioni permeabili sono particolarmente indicate per cortili, spiazzi, stradine, piste pedonali e ciclabili, strade d'accesso e parcheggi.

L'impiego di pavimentazioni permeabili non va limitato alle nuove costruzioni. In caso di risanamenti, manutenzioni o ampliamenti si può ottenere una ripermeabilizzazione del suolo sostituendo rivestimenti impermeabili come ad es. asfalto, calcestruzzo o lastricati con giunti cementati con pavimentazioni permeabili. Possono essere impiegate ad es. le seguenti pavimentazioni permeabili. Sono da preferire le pavimentazioni inerbite rispetto a quelle non inerbite poiché consentono una migliore depurazione delle acque meteoriche.

Possono essere impiegate ad es. le seguenti pavimentazioni permeabili. Sono da preferire le pavimentazioni inerbite rispetto a quelle non inerbite poiché consentono una migliore depurazione delle acque meteoriche.

Pavimentazioni permeabili (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Pavimentazioni permeabili (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Possono inoltre essere impiegati anche asfalti e calcestruzzi drenanti. Si tratta di manti molto porosi, permeabili e fonoassorbenti. Queste pavimentazioni sono particolarmente indicate per strade e stradine, piazzali dei mercati, parcheggi, piste ciclabili e pedonali, cortili, aree di deposito.

Pavimentazioni drenanti (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Pavimentazioni drenanti (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Tetti verdi

I tetti verdi forniscono un utile contributo per mantenere il ciclo naturale dell'acqua. A seconda della stratigrafia del tetto verde si possono trattenere fra il 30 ed il 90% delle acque meteoriche. Considerato l'effetto depurativo del verde pensile, l'acqua meteorica in eccesso può essere immessa senza problemi in un impianto d'infiltrazione oppure in una canalizzazione. Il verde pensile inoltre comporta ancora ulteriori vantaggi:
laminazione, evaporazione e depurazione delle acque meteoriche;
miglioramento dell'isolamento termico;
miglioramento del microclima;
assorbimento e filtraggio delle polveri atmosferiche;
miglioramento della qualità della vita e della qualità del lavoro.

Al giorno d'oggi esistono svariate possibilità di realizzazione del rinverdimento di coperture piane, coperture inclinate, garage e parcheggi sotterranei.
I tetti verdi sono costituiti da strati sovrapposti; essenzialmente un'impermeabilizzazione resistente alle radici, uno strato di separazione e protezione, uno strato filtrante ed un substrato. Il substrato, di spessore almeno pari a 8 cm, può essere rinverdito in modo vario. Si può distinguere a seconda della cure necessarie tra inverdimento estensivo e intensivo.

Tetti verdi

 

Risparmiare acqua potabile utilizzando acqua meteorica

In Alto Adige il consumo giornaliero d'acqua potabile dei nuclei familiari è ca. pari a 150 litri per persona. Di questi ca. 45 litri sono consumati negli sciacquoni dei servizi igienici. Per la cura del corpo (bagno, doccia) si utilizzano ca. 45 litri. Per cucinare e bere servono ca. 20 litri. La lavatrice consuma ca. 15 litri. Per lavare le stoviglie il consumo d'acqua è di ca. 10 litri. Per l'irrigazione d'orti e giardini si può ipotizzare un consumo medio di ca. 12 litri, per lavori di pulizia servono ca. 3 litri.

La raccolta e l'utilizzo dell'acqua meteorica consentono un risparmio d'acqua potabile pregiata. L'acqua meteorica è adatta soprattutto per innaffiare il verde e per gli sciacquoni dei servizi igienici. Inoltre è utilizzabile per la lavatrice, per la pulizia della casa o come acqua di raffreddamento. In questo modo sarebbe possibile utilizzare ca. 75 litri d'acqua meteorica per persona al giorno al posto d'altrettanta acqua potabile. Così si ha un risparmio d'acqua potabile che può raggiungere il 50%.

Consumo domestico di acqua potabile (fonte: Hafner, E., Naturnahe Regenwasserbewirtschaftung, Hydro Press, 2000; modificato)

Prescrizione dell'utilizzo delle acque meteoriche

I Comuni possono prescrivere la raccolta e l'utilizzo delle acque meteoriche tramite il regolamento edilizio oppure il regolamento per il servizio di fognatura e depurazione.

Nessuna tariffa di scarico per l'acqua meteorica

Per promuovere il risparmio idrico con delibera della Giunta provinciale n. 4146 del 13 novembre 2006 è stato previsto che l'acqua meteorica raccolta e utilizzata non è soggetta alla tariffa di scarico.

Componenti di un impianto di recupero ed utilizzo delle acque meteoriche

Generalmente vengono raccolte solamente le acque dei tetti. Alcune tipologie di copertura non sono però del tutto idonee per la raccolta e l'utilizzo a scopo irriguo (ad es. coperture in rame, zinco o piombo, senza trattamenti protettivi). Per un recupero a basso costo può essere sufficiente un piccolo serbatoio per la raccolta delle acque meteoriche, ma quest'applicazione è limitata all'utilizzo a scopo irriguo a causa della mancanza di filtro e pompa. Ormai sul mercato molte ditte offrono una vasta gamma di sistemi modulari "chiavi in mano". Un impianto d'utilizzo dell'acqua meteorica è costituito dai seguenti componenti base:

  • serbatoio
  • filtro
  • pompa
  • integrazione con acqua potabile e seconda rete di condotte
  • scarico di troppo pieno

Schema di raccolta e utilizzo delle acque meteoriche (fonte: Hafner, E., Naturnahe Regenwasserbewirtschaftung, Hydro Press, 2000; modificato)

La progettazione degli impianti d'infiltrazione deve tener conto soprattutto delle condizioni locali e dell'eventuale inquinamento delle acque meteoriche. Il suolo deve avere una permeabilità sufficiente. Deve essere garantito uno spessore di filtrazione almeno pari a 1 m prima che le acque raggiungano il livello medio massimo della falda acquifera (valore medio dei valori massimi relativi a più anni). La realizzazione degli impianti per l'infiltrazione delle acque meteoriche è vietata nelle zone di tutela dell'acqua potabile I e nei siti inquinati. Nelle zone di tutela dell'acqua potabile II l'infiltrazione è consentita ma è soggetta a particolari restrizioni. Inoltre in alcuni casi è necessario mantenere una distanza di sicurezza da edifici vicini aventi muri interrati non impermeabilizzati. Il dimensionamento degli impianti d'infiltrazione deve avvenire secondo normative tecniche riconosciute, come ad es. la norma Arbeitsblatt DVA-A 138.

Esistono diverse possibilità tecniche per realizzare impianti d'infiltrazione per acque meteoriche. Si distingue tra impianti d'infiltrazione superficiale e impianti sotterranei d'infiltrazione.
L'infiltrazione superficiale avviene tramite immissione superficiale delle acque meteoriche in superfici piane, in fossi o in bacini. In questi casi di regola l'infiltrazione avviene attraverso uno strato superficiale di terreno organico rinverdito (terreno rinverdito) che assicura una buona depurazione delle acque meteoriche. Per questo motivo dovrebbero essere impiegati, quanto possibile, sistemi d'infiltrazione superficiale attraverso terreno rinverdito.
Nei sistemi sotterranei d'infiltrazione l'acqua meteorica viene immessa in trincee d'infiltrazione o in pozzi perdenti. Questi sistemi hanno il vantaggio di avere un minore fabbisogno di superficie filtrante, però si perdono quasi tutti gli effetti depurativi perché non viene attraversato lo strato superficiale del terreno. Per questo motivo questi sistemi dovrebbero essere impiegati solamente per acque meteoriche poco inquinate, altrimenti dovrebbe essere previsto un pretrattamento delle stesse.
Inoltre possono essere realizzati sistemi combinati d'infiltrazione accoppiando i sistemi d'infiltrazione superficiale ai sistemi sotterranei d'infiltrazione. Si possono ad esempio realizzare fossi di dispersione con sottostanti trincee d'infiltrazione.

Classificazione dei sistemi di infiltrazione:

Sistemi d'infiltrazione superficiale:

  • Superfici d'infiltrazione;
  • Fossi d'infiltrazione;
  • Bacini d'infiltrazione;
  • Bacini di ritenzione ed infiltrazione.

Sistemi sotterranei di infiltrazione

  • Trincee d'infiltrazione;
  • Pozzi perdenti.

Sistemi combinati d'infiltrazione:

  • Fossi d'infiltrazione con trincee d'infiltrazione.

Segue una breve descrizione dei diversi sistemi di infiltrazione.

Superfici d'infiltrazione: le acque meteoriche s'infiltrano su superfici piane in maniera omogenea senza possibilità d'accumulo.

Superfici filtranti (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Superfici filtranti (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Fossi d'infiltrazione: le acque meteoriche derivanti da superfici pavimentate vengono immesse in fossi (depressioni superficiali del terreno) rinverditi e poco profondi, raggiungendo un livello d'acqua massimo pari a 30 cm. Le acque meteoriche vengono accumulate per breve tempo e s'infiltrano nel sottosuolo. Il fosso rinverdito viene realizzato con uno strato superficiale di terreno organico di spessore compreso fra 20 e 30 cm. Il fosso è generalmente asciutto; dopo la pioggia si svuota generalmente entro poche ore o al massimo entro due giorni.

Fossi d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Fossi d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Bacini d'infiltrazione: la dispersione in bacini è particolarmente indicata per l'infiltrazione di acque meteoriche raccolte da superfici estese (oltre 1 ha). Il bacino funziona come un fosso ma è più esteso e più profondo. Il bacino viene realizzato su un fondo permeabile con uno strato superficiale di terreno organico di spessore compreso fra 20 e 30 cm. Il bacino è generalmente asciutto; dopo la pioggia si svuota generalmente entro poche ore o al massimo entro due giorni.

Bacini d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Bacini d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Bacini di ritenzione ed infiltrazione: si tratta di bacini in terra, con il fondo impermeabilizzato e provvisti di sfioro con successiva infiltrazione delle acque meteoriche in surplus in fossi o depressioni del terreno, realizzati all'esterno. Questi bacini sono più grandi, assomigliano a laghetti e comportano un'elevata ritenzione delle acque meteoriche.

Bacini di ritenzione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Trincee d'infiltrazione: le trincee d'infiltrazione sono scavi riempiti con ghiaia, granulato di lava oppure con elementi prefabbricati in materiali plastici. L'acqua meteorica è immagazzinata nella trincea e s'infiltra lentamente nel sottosuolo. È inoltre possibile posare anche un tubo forato (tubo di dispersione) per aumentare la capacità d'accumulo e per garantire una più regolare distribuzione delle acque meteoriche lungo lo sviluppo della trincea. Questi sistemi vengono realizzati quando mancano le superfici per realizzare i fossi d'infiltrazione oppure quando il suolo non è sufficientemente permeabile. Inoltre, le trincee d'infiltrazione possono essere realizzate per l'immissione delle acque meteoriche in eccesso derivanti dai tetti verdi o dagli impianti per il recupero delle acque meteoriche.

Trincee d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Trincee d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Pozzi perdenti: Sono un'alternativa alle trincee d'infiltrazione; in questo caso l'acqua meteorica s'infiltra nel sottosuolo in modo concentrato, mediante pozzo perdente. Questa tipologia è adatta per centri abitati con limitata superficie a disposizione, perché ha un minimo fabbisogno di superficie (inferiore al 1% della superficie allacciata). Come per le trincee d'infiltrazione, possono essere immesse solamente acque meteoriche scarsamente inquinate, previo pretrattamento che deve comprendere almeno un'efficace sedimentazione.

Pozzo perdente (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

 

Fossi d'infiltrazione con trincee d'infiltrazione: questa tipologia prevede la realizzazione di fossi rinverditi abbinati a sottostanti trincee d'infiltrazione. I fossi assicurano un rendimento depurativo molto buono, mentre le trincee sotterranee aumentano la capacità d'accumulo. Questi sistemi combinati sono particolarmente idonei nel caso di suoli poco permeabili.

 

Fossi con trincesa d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)
Fosso con trincesa d'infiltrazione (Foto: Agenzia provinciale per l'ambiente)

Inquinamento delle acque meteoriche

L'acqua meteorica subisce un primo inquinamento già nell'atmosfera, caricandosi di sostanze inquinanti presenti in essa. Il grado d'inquinamento può variare molto a seconda del luogo e della stagione. Il maggiore inquinamento è però dato dalle sostanze inquinanti presenti sulle superfici che vengono poi dilavate dalla pioggia. Il conseguente inquinamento delle acque meteoriche dipende in misura preponderante dall'uso delle superfici dilavate. In generale le acque di prima pioggia risultano più inquinate rispetto alle successive acque di pioggia.

Immissione d'acque meteoriche solamente dove tecnicamente necessario

L'immissione delle acque meteoriche nelle acque superficiali dovrebbe, in linea generale, essere limitata al caso delle acque meteoriche con un grado d'inquinamento considerevole. In tutti gli altri casi, l'immissione in acque superficiali dovrebbe avvenire solamente in casi eccezionali e alle seguenti condizioni:

  • sono state considerate tutte le possibilità per contenere il deflusso di acque meteoriche;
  • non è possibile il recupero e l'utilizzo delle acque meteoriche (ad es. per le acque meteoriche stradali);
  • l'infiltrazione delle acque meteoriche non è realizzabile tecnicamente oppure non è sufficiente.

Seguendo questi principi si può ottenere un carico idraulico sensibilmente inferiore sulle reti fognarie e nel caso di nuove reti possono essere sufficienti fognature di dimensioni più ridotte.

Immissione d'acque meteoriche come misura integrativa

Il troppo pieno di tetti verdi, serbatoi per acque meteoriche e in alcuni casi anche d'impianti d'infiltrazione, può di regola essere immesso in acque superficiali senza problemi e senza pretrattamenti.

Interventi di ritenzione

In alcuni casi, secondo le condizioni locali, possono risultare utili opere per la ritenzione. Si tratta di opere per lo stoccaggio delle acque meteoriche che poi defluiscono lentamente e quindi con una portata ridotta. Così ne risulta un carico idraulico inferiore per il corso d'acqua.

Pretrattamenti

Prima dell'infiltrazione, oppure prima dell'immissione in acque superficiali, le acque meteoriche vanno sottoposte ad un eventuale pretrattamento in relazione al grado d'inquinamento.
Le acque meteoriche vengono depurate principalmente tramite pretrattamenti fisici, biologici o combinati.
Nel caso dei pretrattamenti fisici le sostanze inquinanti pesanti si depositano sul fondo, nei cosiddetti manufatti di sedimentazione. Questi impianti possono inoltre essere dotati di dispositivi per trattenere anche le sostanze più leggere dell'acqua come ad es. olio o benzina (separatore di fluidi leggeri). Se sono necessari trattamenti di depurazione più spinti possono essere realizzati impianti di depurazione per le acque meteoriche. Questi manufatti hanno un fabbisogno maggiore di superficie e soprattutto un fabbisogno di manutenzione più elevato.
Nel caso dei pretrattamenti biologici le acque meteoriche vengono depurate tramite il passaggio attraverso uno strato di suolo rinverdito ed ev. vegetato con piante. Per questo motivo, questa tipologia d'impianto è denominata "suolo o terra filtrante". Possono essere raggiunti rendimenti depurativi molto buoni.
Seguono le rappresentazioni schematiche di un separatore di fluidi leggeri e di un suolo filtrante.

Separatore per fluidi leggeri (fonte: Geiger, W./Dreiseitl, H., Neue Wege für das Regenwasser - Handbuch zum Rückhalt und zur Versickerung von Regenwasser in Baugebieten, Oldenbourg Verlag, 1995; modificato)
Separatore per fluidi leggeri
(fonte: Geiger, W./Dreiseitl, H., Neue Wege für das Regenwasser - Handbuch zum Rückhalt und zur Versickerung von Regenwasser in Baugebieten, Oldenbourg Verlag, 1995; modificato)
Suolo filtrante (fonte: Geiger, W./Dreiseitl, H., Neue Wege für das Regenwasser - Handbuch zum Rückhalt und zur Versickerung von Regenwasser in Baugebieten, Oldenbourg Verlag, 1995; modificato)
Suolo filtrante
(fonte: Geiger, W./Dreiseitl, H., Neue Wege für das Regenwasser - Handbuch zum Rückhalt und zur Versickerung von Regenwasser in Baugebieten, Oldenbourg Verlag, 1995; modificato)

 

Riferimenti normativi: consulta la pagina sulla legislazione

Contatto: Ufficio Tutela acque