Monitoraggio delle deposizioni atmosferiche

Lo scopo del monitoraggio è il rilevamento della composizione chimica delle deposizioni atmosferiche, la cui qualità è influenzata dalle attività umane (origine antropica) e da fattori naturali (origine naturale). Il monitoraggio permette di prendere decisioni responsabili per limitare il livello degli inquinanti atmosferici e di controllarne l'efficacia nel tempo.

Il programma di monitoraggio viene svolto dal Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente ed ha avuto inizio nel 1983. L’analisi viene effettuata in campioni raccolti settimanalmente, con lo scopo di rilevare le concentrazioni di acidi, nutrienti e cationi basici. L'indagine, nata in origine come progetto di ricerca di interesse locale, é stata poi associata a progetti di ricerca nazionali e di cooperazione europea (Rete Italiana per il controllo delle deposizioni atmosferiche - RIDEP, ICP-IM, Con.eco.for e altri).

L'interesse per la chimica delle deposizioni atmosferiche é dovuto agli effetti che queste esercitano sull’uomo e sull'ambiente, in particolare su foreste, ambienti acquatici e terrestri.

Gli inquinanti presenti nell’aria possono provocare malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare, e insorgenza di neoplasie maligne. Responsabili di questo sono soprattutto i composti organici e i metalli (per esempio mercurio, arsenico e cadmio). Le emissioni di SO2 e NO2 provocano asma, tosse secca, emicrania, e irritazioni di occhi, naso e gola.

I composti acidi di zolfo e azoto presenti nelle piogge dilavano i nutrienti presenti nei suoli e privano gli alberi di composti vitali quali calcio e magnesio. Oltre un certo grado di acidità le precipitazioni causano lesioni agli aghi delle conifere fino a farli cadere. Gli ossidi di azoto, anch’essi presenti nelle piogge, agiscono da fertilizzanti e forzano gli alberi a crescite innaturali in periodi inopportuni.

L’introduzione, con le piogge, di acidi nei laghi può provocare improvvisi aumenti dell’acidità cui gli organismi non riescono ad adattarsi (soprattutto in primavera allo scioglimento delle nevi). Molte specie di anfibi, pesci e insetti possono non riuscire più a riprodursi. Indirettamente, gli acidi facilitano lo scioglimento di metalli tossici.

L'inquinamento dell'aria può danneggiare opere d'arte come pitture e sculture e corrodere monumenti, materiali e opere architettoniche.


Misurazioni delle deposizioni atmosferiche

  • Acidità: viene misurata dal valore di pH. Anche piogge in aree non inquinate sono leggermente acide, ma l'inquinamento può portare l'acidità a livelli incompatibili soprattutto con la vita degli organismi acquatici.
  • Solfati: generati anche da cause naturali e da attività vulcaniche e geotermiche sono fortemente aumentati per la combustione di combustibili fossili.
  • Nitrati: anche questi generati in parte da processi naturali, aumentano a causa delle emissioni degli autoveicoli e industriali. L'aumento delle deposizioni di azoto può avere un effetto fertilizzante sugli ecosistemi acquatici e terrestri.
  • Ammonio: ha un effetto neutralizzante nelle precipitazioni, ma dopo essere stato depositato sugli ecosistemi può essere convertito a nitrato e contribuire all'acidificazione e fertilizzazione degli stessi.
  • Cationi basici: sono contenuti nelle polveri del suolo, strade non asfaltate, emissioni industriali e spray salini dagli oceani. Se contenuti nei minerali alcalini possono neutralizzare gli acidi (trasporto di polveri dal Sahara).
  • Carbonio organico disciolto: ai fini di determinare le immissioni e le perdite di carbonio nelle foreste.
  • Metalli

I campioni di acqua piovana sono raccolti in campionatori a cielo aperto. Si misurano le concentrazioni in campioni „bulk“ (campionatori sempre aperti) e in campioni „wet-only“ (i campionatori raccolgono automaticamente il campione solo mentre piove e poi lo conservano chiuso).



Siti di campionamento

Siti di campionamento
Cartina siti di campionamento deposizioni atmosferiche

I siti attualmente campionati sono:

Renon 1780 m

Monticolo 530 m

Il livello delle concentrazioni e deposizioni registrate in provincia sono minori rispetto alle aree limitrofe, da un lato per la minore quantità di precipitazioni, e dall'altro per la minore presenza di insediamenti industriali. Il trasporto transfrontaliero degli inquinanti viene probabilmente bloccato dalla catena delle Alpi, che limita l'inquinamento proveniente da nord ed est, mentre le aree più remote possono essere influenzate dagli inquinanti provenienti da sud. I valori relativamente alti di azoto inorganico sono probabilmente dovuti all'alto livello di traffico veicolare lungo una delle principali arterie di collegamento nord-sud (nitrati) e alle attività agricole e d'allevamento (emissioni d'ammonio).

Contatto: Laboratorio biologico