Legionelle

impianto idrico e biofilm
All'interno degli impianti idrici le legionelle si possono trovare sia in forma libera nell'acqua che nel biofilm (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, E. Bucher, 2019).

Il Laboratorio biologico esegue analisi su campioni d’acqua prelevata da impianti idrici pubblici e privati finalizzate alla ricerca di Legionella spp.

Le legionelle sono batteri diffusi in natura. Da ambienti come fiumi, laghi, sorgenti termali, falde idriche, serbatoi acquatici naturali e ambienti umidi in genere, esse possono colonizzare ambienti idrici artificiali nei singoli edifici, impianti di climatizzazione, piscine, fontane e torri di raffreddamento e costituire un problema sanitario. All'interno degli impianti idrici le legionelle si possono trovare sia in forma libera nell'acqua, che ancorate al biofilm, cioè ad una pellicola di microrganismi (batteri, alghe, protozoi, virus, ecc.) immersi in una matrice organica. Qui trovano sostentamento e riparo da concentrazioni di biocidi che sarebbero in grado di uccidere o inibire le forme a vita libera.

La legionella si può moltiplicare rapidamente nell’acqua delle tubazioni se le condizioni sono ottimali per la crescita:

  • Temperature dell’acqua comprese tra 20 e 55°C*
  •  
  • Lunghi tempi di ristagno dell’acqua nelle tubazioni (rami morti) o nei serbatoi
  • Presenza di biofilm nelle tubazioni o nei serbatoi, formazione di incrostazioni di calcare e sedimento

 * Influence of water temperature on the growth of Legionella in real environmental samples: Surveillance in South Tyrol 2011-2016. Stenico et al. (2017) - poster presentato a “The 9th International Conference on Legionella”, Roma 20-26/9/2017

La legionella può causare malattia solo se inalata. Bere acqua contenente legionelle NON causa malattia. Inoltre, la legionellosi NON è trasmissibile da persona a persona.

Questi batteri sono veicolati mediante aerosol contaminati (gocce microscopiche d’acqua, acqua atomizzata o nebulizzata); le infezioni delle vie respiratorie sono originate dall’aspirazione delle microgocce contenenti i batteri. Docce o rubinetti, umidificatori d’aria, torri di raffreddamento e impianti di climatizzazione, vasche idromassaggio e fontane sono per questo possibili fonti di trasmissione.

Le legionelle possono causare diverse malattie nell’uomo, da sindromi simili all’influenza, a gravi infiammazioni polmonari. Una grave forma d’infezione polmonare è la cosiddetta “legionellosi”, pericolosa soprattutto per le persone con un sistema immunitario indebolito. La specie maggiormente implicata nelle malattie umane è Legionella pneumophila.

Le persone in buono stato di salute generalmente non si ammalano. Non esiste una dose infettante minima uguale per tutti: la propensione a contrarre la malattia può variare da individuo a individuo. Alcuni fattori espongono maggiormente gli individui al rischio:

  • Il sesso maschile
  • L’età avanzata
  • Il consumo di alcool
  • Il fumo di sigaretta
  • Patologie croniche del polmone o che causano immunodepressione
  • L’uso di farmaci che causano immunodepressione

L’analisi del rischio è uno strumento fondamentale per la gestione del rischio associato alla presenza del patogeno Legionella. Le Linee guida nazionali per la prevenzione ed il controllo della legionellosi (pubblicate nel 2015) e il D. Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prescrivono che i gestori di varie strutture siano responsabili dell’effettuazione della valutazione del rischio e dell’adozione delle misure utili a ridurlo. L’analisi del rischio è una valutazione complessa che richiede l’intervento di esperti qualificati e competenti, che si intendano di legionella, di impianti idraulici e di gestione del rischio. I primi passi (ma non esaustivi) per arrivare alla valutazione del rischio prevedono un’ispezione dell’impianto per la raccolta di informazioni preliminari e fondamentali.

Ognuno di noi può adottare dei comportamenti che concorrono a ridurre il rischio legionella nelle nostre case (vedasi sotto "Azioni preventive alla portata di tutti").

Il gestore della rete idrica pubblica garantisce la qualità dell’acqua erogata fino al punto di consegna, cioè il punto in cui si verifica l’allacciamento del condominio, o della singola abitazione; da questo punto in poi la responsabilità dell’acqua dell’impianto è a carico dell’amministratore condominiale o del proprietario dell’immobile.
Per la prevenzione del rischio legionellosi è fondamentale quindi una corretta progettazione degli impianti negli edifici di nuova costruzione, in accordo con le norme tecniche vigenti in materia di progettazione. Al giorno d’oggi i progettisti hanno a disposizione svariati sistemi che consentono di ridurre la possibilità di proliferazione di Legionella negli impianti; tali soluzioni possono essere applicate anche ad impianti già esistenti con problemi di Legionella. La manutenzione periodica può inoltre contribuire in modo efficace a prevenire la colonizzazione degli impianti da parte dei batteri e soprattutto a limitarne la moltiplicazione e la diffusione.

  • Regolazione della temperatura dell’acqua calda e fredda: l’acqua calda deve essere > 55°C in ogni punto (serbatoio, erogazione, …), l’acqua fredda < 20°C.
  • Scorrimento dell’acqua da ogni rubinetto 1-2 volte alla settimana, soprattutto dei potenziali punti di ristagno dell’acqua (punti di erogazione poco o mai utilizzati…).
  • Accorgimenti in caso di riparazioni e lavori idraulici evitare di creare ristagni d’acqua o rami morti.
  • Quando l’impianto rimane chiuso per più di una settimana, far scorrere a lungo l’acqua da tutti i rubinetti prima di utilizzarla.
  • Manutenzione periodica degli impianti: pulizia, decalcificazione e disinfezione dei punti di erogazione (rompigetto dei rubinetti e dei soffioni delle docce), pulizia e disinfezione dei filtri dei condizionatori.
  • Sostituzione delle parti usurate: tubi flessibili delle docce, soffioni, rompigetto, guarnizioni, filtri….

Il monitoraggio microbiologico è uno strumento a supporto della valutazione del rischio.
Ha senso fare un campionamento dell’acqua calda sanitaria e dell’acqua fredda quando le temperature nell’impianto potrebbero potenzialmente favorire lo sviluppo di legionella (temperature superiori a 20 °C), o quando è noto che l’impianto possa avere dei ristagni di acqua (bracci morti). In quel caso le linee guida indicano dove effettuare i campionamenti. In linea generale, il prelievo e l’analisi di un singolo punto di erogazione non danno informazioni utili: il monitoraggio microbiologico ha senso solo se si analizzano più punti (i più significativi) dello stesso impianto, e se i dati microbiologici sono corredati dai dati di temperatura all’erogazione e da informazioni su eventuali trattamenti di sanificazione dell’acqua.

  • Campionamento dell’acqua calda nei punti più rappresentativi (per analisi microbiologiche):
    - Mandata (punto più vicino al serbatoio),
    - Ricircolo
    - Fondo del serbatoio
    - Almeno tre punti rappresentativi (i più lontani o dove la temperatura dell’acqua è più bassa)
  • Campionamento dell’acqua fredda nei punti più rappresentativi (per analisi microbiologiche):
    - Fondo del serbatoio
    - Almeno due punti rappresentativi (il più lontano e il punto dove la temperatura dell’acqua è più alta)

Per la ricerca di Legionella è necessario prelevare un litro d’acqua utilizzando contenitori sterili. Per verificare l’acqua in condizioni di normale utilizzo, si preleva il campione all’apertura del rubinetto, senza lasciarla scorrere. Per valutare invece, la colonizzazione da Legionella all’interno dell’impianto idrico, si lascia scorrere l’acqua, per almeno 5 minuti, prima del prelievo. Il campione d’acqua deve essere conservato e trasportato a temperatura ambiente, protetto dalla luce e deve pervenire al Laboratorio nel tempo più breve possibile per permettere di iniziare le analisi entro 24 ore dal prelievo.
Per la ricerca di Legionella il Laboratorio biologico applica metodi di analisi colturali ufficiali, accreditati da ACCREDIA, l'Ente Italiano di Accreditamento, in conformità alla norma europea UNI CEI EN ISO/IEC 17025 e metodi analitici biomolecolari.

È possibile visualizzare l’elenco delle prove accreditate da parte di ACCREDIA.


Legionellosi
Colonie di Legionella spp. (colonie bianche) su terreno di coltura selettivo e soffione di doccia (Foto: Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima, 2019)

Trovi ulteriori informazioni sulle Legionelle su www.legionellaonline.it

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Riferimenti normativi:

Contatto: Laboratorio biologico