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Ogm, dalla conferenza delle regioni via libera alla moratoria per la semina

Importante passo in avanti per la lotta all'uso degli organismi geneticamente modificati in agricoltura. Gli assessori regionali all'agricoltura, riuniti oggi a Bari, hanno trovato l'accordo sulla proposta avanzata dall'altoatesino Hans Berger, che prevede il divieto di semina sino alla definitiva elaborazione delle linee guida per la coesistenza tra ogm e agricoltura tradizionale.

Nel campo della genetica applicata all'agricoltura, l'assessore altoatesino Hans Berger è il referente della conferenza delle regioni. Nel corso di un incontro svoltasi quest'oggi a Bari, Berger è riuscito a mettere d'accordo tutti i suoi colleghi del resto d'Italia sui prossimi passi da effettuare. Il primo sarà la creazione di un gruppo di lavoro, che, entro la fine di marzo, dovrà elaborare le nuove linee guida per la coesistenza tra gli ogm e le semenze tradizionalmente usate in agricoltura.

"Queste linee guida - commenta Berger - saranno le basi sulle quali tutte le regioni potranno costruire le proprie normative in materia. Per l'Alto Adige l'obiettivo è, e rimane, la messa al bando di tutti gli organismi geneticamente modificati, ma alla luce dell'impossibilità di porre divieti assoluti alla semina, verrà fatto tutto il possibile per porre dei paletti importanti alla coesistenza, in modo tale da rendere gli ogm di fatto inutilizzabili".

Il secondo passaggio, che ha ottenuto il via libera da parte della conferenza delle regioni, ha riguardato la moratoria per la semina di organismi geneticamente modificati prima dell'elaborazione definitiva delle linee guida. "Dopo un lungo tira e molla - prosegue l'assessore provinciale all'agricoltura - e nonostante le resistenze della Lombardia, siamo riusciti a trovare un'intesa: sino a che non ci saranno le nuove linee guida, sarà in vigore il divieto di semina". In questo modo si è anche potuto evitare il rischio di un pericoloso vuoto legislativo.

Le proposte della conferenza degli assessori all'agricoltura dovranno ora passare al vaglio della conferenza dei presidenti delle regioni per l'approvazione finale, "ma visto che siamo riusciti ad ottenere l'unanimità - sottolinea Berger - mi aspetto solo cambiamenti minimi e ininfluenti".

USP